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STORIA NON-STORIA: “La sottile arte di fare quello che c***o ti pare” di Mark Manson

Come imparare a lasciar perdere e vivere felici

Spesso “snobbavo” i libri motivazionali, di crescita spirituale e simili poiché li ritenevo di bassa qualità e necessari solo a persone che credono poco in sé stessi. Tuttavia, ho anche sempre pensato che i libri sono in grado di aiutarci e alcuni libri lo fanno meglio di altri. La sottile arte di fare quello che c***o ti pare è uno di quelli che fino a poco tempo fa avrei continuato a snobbare se non fosse che avevo davvero bisogno di imparare a sbattermene un po’ di più.

Il libro è diviso in nove capitoli e in ognuno Mark affronta un aspetto della vita in relazione alla percezione singolare di ogni persona. Per sostenere la sua tesi Mark porta esempi clamorosi come quello di Buddha, Bukowski oppure una situazione successa all’interno del rinomato gruppo Beatles. Leggendo dei fallimenti e delle difficoltà che hanno dovuto affrontare persone così speciali capisci che in fondo i problemi sono più o meno simili per tutti.

Manson non cerca di farti credere, però, che se ce l’hanno fatta loro ce la puoi fare anche tu. Lui è sincero e dice la verità cruda e nuda: loro ce l’hanno fatta perché ce l’hanno messa tutta. Tu devi fare lo stesso se vuoi raggiungere lo stesso risultato. In tutto il libro non aspettatevi frasi motivazionali dallo stile “dai che puoi”, al contrario il libro cerca di insegnare al lettore che senza fatica e senza un impegno continuo non si ottiene nulla. Un concetto, infatti, mi è rimasto ben impresso in mente: la felicità è una fatica. Per essere felici bisogna affrontare i problemi e le fatiche della vita, serve solo capire quali fatiche e problemi si è disposti a risolvere.

Il libro aiuta il lettore a sbattersene di più non perché gli fa credere che va tutto bene ed è tutto a posto, ma perché gli insegna ad accettare il perenne circolo: problema > soluzione > nuovo problema. Sì, a volte il libro dice delle cose banali, ma in alcune circostanze sentirsi dire queste banalità da parte di una persona che non ti conosce serve per sentirsi meglio.

Parlo personalmente per me: il libro non ha magicamente risolto tutti i miei problemi né sono diventata la persona più felice su questa terra. Mi ha aiutato però a capire come assegnare le priorità e come gestire tutta la merda  giornaliera con la quale mi scontro.

Mi sento di consigliarlo a tutte quelle persone che, come me, hanno bisogno di essere un po’ più menefreghisti, ma anche a tutti quelli che aspettano un segno divino per iniziare a fare qualcosa. Questo libro fa decisamente per voi.

 

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