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STORIA IN VERSI: “Trame d’assenza” di Davide Uria

Autore Davide Uria, Titolo Trame d’assenza
Poesie, Augh! Edizioni
Pagine 72, prezzo 9,90 euro

Spesso incontro diffidenza quando parlo di poesia. “I veri poeti non esistono più! È una razza estinta ormai!” – mi dicono. Tuttavia, sono certa che la seguente raccolta di poesie vi farà cambiare idea.

Talvolta evitiamo di leggere poesie di poeti che conosciamo male poiché abbiamo paura di non capirli fino in fondo. Niente panico, come direbbe Douglas Adams. Grazie alla prefazione di Vincenza Fava riusciamo a comprendere di più la poetica di Uria, i suoi pensieri e il suo modo di raccontarceli.

Uria è un poeta molto vicino alla natura e i suoi versi liberi sono infatti molto carichi di simboli: i rami degli alberi che rappresentano le braccia, gli occhi rappresentati dalle stelle che brillano nella notte. La notte è un’altra presenza ricorrente spesso nelle sue poesie, posto privo di luce che ci lascia soli con noi stessi:

Ma la notte precipita,

è una pesante roccia

sul mio cuore.

Le sue poesie sono molto introspettive, personali e intime e Uria ci permette di conoscerlo attraverso esse, ci mostra il suo lato più vulnerabile. Ci mostra tramite le sue poesie anche tutte le sue ferite. Nella raccolta alcune poesie sono dedicate alla forza delle parole, quanto sono importanti, distruttive, potenti:

Sono solo un misero poeta,

perché descrivo il paesaggio

degradato del mio cuore,

perché disegno nello scempio

il mio terrore

[…]

Fantasma fasullo,

grottesco nemico,

sono solo un misero poeta

ma la tua anima vacilla

dinanzi al mio potere

Cerca di farci capire l’importanza della libertà di espressione e quanto questa possa risultare potente. Ci spiega anche che le parole possono fare molto male, quasi quanto qualcosa di letale come il veleno:

Ed io, con il cuore tra le mani

continuo a gettarmi

nel velenoso inchiostro delle tue parole.

La raccolta è intrisa di nostalgia, tristezza e sofferenza. I pensieri del poeta sono rivolti anche al dolore quotidiano, l’amarezza che proviamo scontrandoci con i problemi di ogni giorno. Tuttavia, a mio parere, il poeta non si arrende a questa disperazione e spera di poter ancora essere salvato:

L’universo

è una trappola cosmica

dove cercare

con avvilito desiderio

un bagliore,

un celeste segnale

di salvezza dal cielo.

Il libro è la prima pubblicazione di Uria, ma speriamo fortemente che non sia l’ultima. Gli facciamo un grosso in bocca al lupo.

 

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