Novità, Storia in versi

STORIA IN VERSI: “The witch doesn’t burn in this one” di Amanda Lovelace

La magia del primo libro non c’è più

Autore: Amanda Lovelace, Titolo: The witch doesn’t burn in this one

Editore: Andrews McMeel Publishing, 2017

Raccolta di poesie, 191 pagine

La poetessa americana Amanda Lovelace esordisce con il suo primo libro The princess saves herself in this one nel 2016 e, giustamente, vince il Goodreads choice award 2016 come miglior raccolta di poesie. Non appena ne ho sentito parlare ho ardentemente desiderato questo libro e non ne sono rimasta delusa. Al contrario della sua seconda raccolta, The witch doesn’t burn in this one.

Nella prima raccolta, Amanda ci parla di sé, dei suoi problemi in famiglia e della sua mancanza di fiducia in se stessa dovuta principalmente alla sua obesità. La sofferenza che ha provato durante la vita, il percorso che le ha permesso di accettare tutto così com’è traspare nelle bellissime poesie che mostrano, appunto, come una principessa si possa senza alcun aiuto esterno salvare da sola.

The witch doesn’t burn in this one, invece, non mi ha convinta per nulla. In questa raccolta Amanda si mostra ancora più femminista, ancora più indipendente, non solo dagli uomini ma in generale dalla società e dalle sue opinioni. Tuttavia, c’è qualcosa che stona, qualcosa che non convince appieno. La maggior parte delle poesie mi sono sembrate un costante desiderio di ribadire l’opinione di Amanda sulla questione. Sembra quasi una semplice ostentazione dei suoi pensieri influenzati dall’onda femminista che ora spopola sui social e più generale su internet. Essere femministi fa figo, no?

Attenzione: non sto né andando contro al femminismo, né a chi è femminista (io lo sono, figuriamoci), ma a volte davvero mi sembra che sia solo un motivo quasi di vanto, soprattutto online. Prendere una posizione solo per far parte di un gruppo e sentirsi accettati senza di fatto saperne qualcosa. Certo, sempre meglio far parte di gruppi di femministi che di gruppi di drogati, come direbbe mia nonna, ma pensateci: non è questo che porta alla nascita e crescita di ignoranza e disinformazione su delle questioni davvero importanti?

Ad ogni modo, sto divagando. Tornando a parlare delle poesie di Amanda devo dire che una mi ha colpita particolarmente:

but

what if

the devil

is just

a woman

who was

banished

to hell

to stoke

the

flames

as

punishment

for standing up

to

him?

– lilith.

Per chi non lo sapesse la poesia si riferisce alla prima vera donna creata da Dio secondo il mito ebraico, Lilith. Dio la creò alla pari di Adamo, nello stesso modo in cui creò lui. Per questo motivo Lilith non accettava a sottostare alle regole imposte da Adamo. Quindi lui chiese a Dio di condannarla all’inferno per disobbedienza e così fu. Poi venne creata Eva dalla costola di Adamo così da essergli sottomessa. La prima donna creata era femminista ma di questo non si parla, tsss.

Ecco, questa poesia a parte devo dire che tutte le altre non le ho sentite molto vere, mi sono sembrate delle “commercialate”, passatemi il termine. Come se la raccolta fosse stata scritta solo perché ora si parla di femminismo.

Il libro ve lo consiglio comunque perché sarei molto interessata a discuterne con qualcuno e sentire un’opinione diversa dalla mia. Quindi,se vuoi sostenere il progetto acquistalo tramite questo link:

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