Recensioni, Storia di ieri

STORIA DI IERI: “Il racconto dell’Ancella” di M. Atwood

Romanzo, Titolo originale The Handmaid’s Tale

PONTE ALLE GRAZIE, 1° edizione italiana 1988

Traduzione di Camillo Pennati

Pagine 398, Prezzo versione cartacea 16,80 euro

ATTENZIONE: POSSIBILI SPOILER

Con la categoria STORIE DI IERI voglio proporvi una serie di articoli dove recensisco romanzi usciti già da un bel po’ ma che a mio parere sono molto attuali oggi e andrebbero letti ai giorni nostri. Perciò sono lieta di aprire questa categoria con un romanzo fin troppo attuale al giorno d’oggi: Il racconto dell’Ancella di Margaret Atwood.

Dopo una catastrofe radioattiva il tasso di natalità mondiale è quasi pari a zero e le donne ancora fertili sono altrettanto poche. Quest’ultime vengono assegnate a famiglie di potere in modo tale da poter regalare un figlio. Loro sono le Ancelle, la protagonista è una di queste. Il libro ha un andamento piacevolmente lento e man mano che la narrazione avanza l’ancella si apre sempre di più con il lettore raccontando episodi del suo passato, spiegandoci come è arrivata fin qui.

Il romanzo è chiaramente una distopia e, un po’ come tutte le distopie, alla fine del libro ti lascia quel leggero amaro in bocca. Sin dall’inizio comprendi che la protagonista alla quale lentamente ti affezioni non può fare nulla da sola, non può rompere il modo di come stanno andando le cose. Tuttavia, quando SPOILER alla fine non avviene… Dispiace da matti.

Perché è un libro attuale oggi?

Il romanzo è riempito di uno spirito di femminismo e ci mostra chiaramente di come può essere mercificato il corpo di una donna (sebbene così come avviene questa mercificazione oggi è diverso). Il libro ci insegna ad avere più rispetto verso il dono della procreazione e delle donne. Nel romanzo, inoltre, una parte chiave è questo pensiero che fosse impossibile che gli uomini siano non fertili: la colpa era delle donne. Non cito nemmeno la distribuzione dei ruoli nella storia poiché mi pare scontato. Posso solo dire che il fatto che ci stiamo allontanando da questa idea antiquata di “donne in cucina, uomini al potere” non può che rendermi felice.

In conclusione vorrei solo sottolineare quanto un libro scritto più di trent’anni fa possa essere attuale ancora oggi. E non so se questo mi fa meravigliare per la lungimiranza dell’autrice o rabbrividire per il fatto che nella materia in questione è cambiato ancora ben poco…

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