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STORIA DEL MESE: “Una vita non mia” di Olivia Sudjic

Autore: Olivia Sudjic, Titolo: Una vita non mia (Titolo originale: Sympathy)

Editore Minimum Fax, Romanzo 472 pagine

Traduzione di Chiara Baffa

Pubblicato settembre 2017

Avete mai immaginato che dall’altra parte del globo possa esserci una persona identica a voi? Con una storia che coincide quasi alla perfezione? E se a causa dell’interconnessione del mondo d’oggi riusciste a scovarla quasi per caso?

Leggere della sua vita era come premere l’uno con l’altro i palmi delle mani. Sembrava combaciare perfettamente con la mia.

La protagonista del romanzo, Alice Hare, è una ragazza dall’identità smarrita. Da bambina è stata adottata e molte informazioni sulla sua infanzia sono confuse. Alice sente di non avere delle radici. Ma quando conosce Mizuko la sua vita sembra acquisire nuove sfumature. Mikuzo è una scrittrice di origini giapponesi con una storia fin troppo simile a quella di Alice. Per lei diventerà un’ossessione, una parte imprescindibile della sua vita.

Fate caso al mese di pubblicazione del romanzo. Settembre. La fine delle vacanze, l’inizio dell’autunno, il ritorno alla solita routine. Questo non è per nulla un romanzo estivo da leggere sotto l’ombrellone. Questo romanzo deve essere letto nell’assoluto silenzio, con tutta la calma e tranquillità del mondo.

Avete mai sentito davvero, ardentemente, di non sapere chi siete? Fate mai qualcosa per poi pensare, Chi è al posto di comando? Come se un comandante pazzo vi avesse chiusi fuori dalla cabina di pilotaggio? Io sicuramente sì.

L’identità è solo uno dei grandi temi (per giunta, difficile) che l’autrice affronta nell’opera. Si pone la domanda più antica di tutte: chi siamo e da dove veniamo. Questa domanda è inscindibilmente legata ad un’altra tematica del libro: la memoria.

La memoria è la nostra prima arma. Impariamo a conoscere il volto di chiunque ci nutra, e altre cose — meno corporee. Ricordiamo i sentimenti o i dubbi più ostinati. Poi inizia a farci inciampare, inizia a manipolarci e a giocarci brutti scherzi. 

Un’ulteriore tematica forte è la diffusione dei social al giorno d’oggi. Alice, infatti, inizialmente scopre Mizuko tramite i suoi social e diventa una perfetta stalker. Quando si incontrano, Alice sa praticamente qualsiasi cosa sulla vita della scrittrice.

Per lei, internet era più che altro uno strumento di autopromozione e di rafforzamento delle sue molteplici identità, mentre per me diventò uno strumento progettato al solo scopo di osservarla.

Inquietante, no? Il romanzo, fortunatamente, fa ragionare sull’importanza e sull’influenza che hanno oggi i social nelle nostre vite.

Il libro è molto crudo, racconta la storia così com’è, senza abbellirla. La narrazione, all’inizio, è un po’ confusionaria, salta in avanti e indietro; ma è necessaria per poter comprendere lo stato d’animo della protagonista.

Sicuramente non è una lettura semplice, non è un libro che puoi leggere per distrarti. Il romanzo è molto intenso e richiede tutta l’attenzione del lettore. La riflessione sul testo qui è d’obbligo.

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