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STORIA DEL MESE: “Nuvole di fango” di Inge Schilperoord

Autrice Inge Schilperoord, Romanzo, Titolo originale Muidhond

FAZI EDITORE, luglio 2017

Traduzione di Stefano Musilli

Pagine 188, Prezzo versione cartacea 16,00 euro

Jonathan è appena uscito di prigione e si ripromette che questa volta sarà diverso.

Era il momento di far vedere di che pasta era fatto. Che non era solo un ex detenuto, un numero sui registri del tribunale, una percentuale nelle statistiche dello psicologo.

Struttura la sua giornata, occupandola minuto per minuto affinché non abbia neanche un attimo libero per dar sfogo a quei pensieri osceni che non gli sembrano neanche suoi. Ma il destino, come per giocargli un brutto scherzo, gli fa conoscere una bambina, Elke, che si affeziona subito a lui e vuole passare i pomeriggi insieme a Jo, il cane Milk e una tinca. Insieme si prenderanno cura della tinca poiché ferita e Jonathan inizierà a vedere questi incontri come una vera e propria sfida, un ostacolo da superare per dimostrare a tutti che lui ora è migliore.

Il romanzo è stato scritto da Inge Schilperoord, una psicologa olandese. Il suo tocco da psicologa si nota sin dalle prime pagine e non abbandonerà il libro fino alla sua fine. Infatti, Jo, il protagonista, è descritto in maniera magistrale, è davvero da molto tempo che non mi imbattevo in una rappresentazione così minuziosa di un personaggio. Ogni suo pensiero, movimento, respiro sono perfettamente giustificati e coerenti. L’autrice presta parecchia attenzione al linguaggio del corpo del protagonista che ci aiuta a comprenderlo al meglio.

Tuttavia, a mio parere, la narrazione è un po’ lenta, dovuta proprio al fatto di questa scrupolosa descrizione di ogni movimento. Man mano che il libro avanza, la narrazione si fa più avvincente, creando questa patina di suspense: vincerà l’ossessione o la forza di volontà? Una tematica che è stata affrontata da poco anche da uno scrittore italiano: Walter Siti in Bruciare tutto (leggi la recensione).

Devo ammettere che il finale mi ha spiazzata. Mi aspettavo due possibili esiti, mentre ne è spuntato un terzo come all’improvviso dal nulla lasciandomi a bocca aperta, non tanto per la sorpresa quanto per la tristezza e una specie di sollievo allo stesso momento.

Il romanzo è stato amato in patria ed hanno già comprato i diritti per una trasposizione cinematografica. Credo che se girato con l’attore protagonista e il regista giusti può uscirne un gran bel film psicologico. Staremo a vedere.

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