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STORIA DEL MESE: “Heidi” di Francesco Muzzopappa

Heidi incontra i Milanesi Imbruttiti

Autore: Francesco Muzzopappa, Titolo: Heidi

Editore: Fazi Editore

In uscita oggi, 14 giugno

Milano è un posto magico dove il lavoro regna sovrano e se alle 18 in punto stai già uscendo dall’ufficio, probabilmente sei già licenziato. Muzzopappa nel suo nuovo libro, Heidi, è riuscito a cogliere questa atmosfera e a trasmetterla al meglio con uno stile esilarante e inconfondibile.

Chiara, la protagonista, è una trentacinquenne, direttrice casting da Videogramma, un’azienda di produzione di contenuti televisivi. La sua vita è fatta di call, conference, meeting, parole che ormai descrivono i milanesi alla perfezione.

Ogni volta che dico h24 mi sembra di essere in uno special TV sul gergo dei milanesi, dotati ormai di un dizionario a parte. Noi milanesi, ad esempio, non facciamo una cosa in automatico, ma di default.

I problemi per Chiara iniziano quando rischia di perdere il lavoro, mentre si ritrova a dover accudire suo padre malato di demenza selettiva che continua a scambiarla per Heidi.

La storia ha un bel ritmo sostenuto (dopotutto siamo a Milano, ) e racconta le varie peripezie nella vita quotidiana di Chiara. Verso la metà del libro la narrazione perde un po’ di fascino, ma il finale è talmente toccante che gli occhi mi sono diventati lucidi. Tutto è, ovviamente, condito da un umorismo straordinario: Muzzopappa è uno dei pochi autori che è riuscito a farmi ridere ad alta voce, mentre leggevo. E non è la prima volta, ho riso come una matta anche con Dente per dente.

Il libro descrive alla perfezione Milano e i milanesi, prendendo in giro il loro costante bisogno di lavorare e Muzzopappa nei ringraziamenti dedica delle bellissime parole a tutti i malati di lavoro:

la frase “Finché resti in ufficio tutto il giorno ci sarà sempre qualcosa da fare” la dedico a chi da anni si immola quotidianamente sull’altare del lavoro, a Milano come in altre città, magari ricevendo in cambio urla, parolacce e sguardi di sufficienza.

Solo per ricordare che il lavoro serve a guadagnarci il tempo libero.

E che il lavoro è una parte del tutto.

E che il tutto è composto anche dal resto.

E che il resto, di solito, è la parte più interessante.

Consiglio il libro a tutte le persone che vogliono distrarsi e farsi una bella risata. A tutte le persone che vogliono conoscere la vera Milano, ma soprattutto a tutti quelli che dovrebbero lavorare un po’ di meno: prendetevi una tazza di té, spegnete il telefono e godetevi un’ottima commedia lunga 230 pagine.

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