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RECENSIONE: “Bruciare tutto” di Walter Siti

Romanzo, RIZZOLI, aprile 2017

Pagine 369, Prezzo versione cartacea 20,00 euro

Bruciare tutto di Walter Siti è sicuramente uno dei romanzi che è stato più discusso alla fiera editoriale di Milano Tempo di Libri. La trama del libro ha scatenato una polemica che sembrava non volesse finire più. Il protagonista è don Leo, prete di una chiesa di Milano, ed è un pedofilo. Ancora prima di prendere i voti abusò di un bambino e dopo anni dall’accaduto si ritrova faccia a faccia con l’ormai cresciuto ragazzo. Don Leo dal momento dell’abuso cerca di contrastare il desiderio in vari modi (preghiere e digiuni) ma l’ossessione sembra non dargli pace perseguitandolo persino nei sogni.

Un romanzo complicato, crudo, senza mezzi termini. Come la vita dopotutto. Lo stile di Siti, infatti, è molto realistico. I dialoghi sono pieni di modi di dire, parolacce, parole in dialetto ed errori di costruzione grammaticale tipiche della lingua parlata. Una delle specialità dell’autore, a mio parere, è saper rendere il personaggio attraverso il mondo in cui parla. Spiegare le sue emozioni e pensieri più profondi tramite le parole anziché il linguaggio del corpo (compito molto più difficile). Ed è proprio lo stile estremamente colloquiale adottato dall’autore a rendere la sua opera ancora più vicina alla realtà.

Tutta questa bravura è stata, però, oscurata per via della polemica sollevata dalle delicate questioni toccate da Siti nel suo libro e dalla strana dedica a Don Milani. Michela Marzano ha dichiarato il libro “inaccettabile”, ritiene che Siti nomina temi in maniera poco appropriata e lo accusa di suggerire che la soluzione di abusare un bambino sia più valida che l’istigazione al suicidio (frase che capirete non appena leggerete il romanzo). Ebbene, non sono affatto d’accordo con la sua opinione e ritengo che sia anche esageratamente provocatoria, elaborata dopo una lettura davvero superficiale dell’opera. Nessuna persona sana di mente suggerirebbe mai una cosa simile! È necessario, piuttosto, tenere a mente una frase che propone Emanuele Trevi sul Corriere della Sera:

Voglio solo notare che Siti, come ogni scrittore degno di questo nome, presuppone dei lettori in grado di compiere un’operazione elementare, da cui discende tutta la narrativa moderna: distinguere il punto di vista dell’autore da quello del personaggio

PUNTO. Il romanzo sì, è molto provocatorio e a volte ambiguo. Ma un lettore davvero attento non confonderebbe mai i due punti di vista. Per quanto riguarda la dedica a Don Milani, Siti afferma di essersi semplicemente ispirato, interpretando a modo suo alcune lettere del Don.

Consiglio il romanzo a tutte le persone, anche a coloro che non amano questo genere, poiché è importante farsi una propria opinione sulla questione invece di schierarsi da una parte o dall’altra senza avere i mezzi per farlo. Il libro è pesante dal punto di vista delle tematiche, ma è un libro che va letto per riuscire finalmente ad abbandonare questa idea di tabù. Citando il romanzo stesso:

Gli uomini hanno p-paura delle parole, n-non certo di Dio

2 thoughts on “RECENSIONE: “Bruciare tutto” di Walter Siti

  1. […] Tuttavia, a mio parere, la narrazione è un po’ lenta, dovuta proprio al fatto di questa scrupolosa descrizione di ogni movimento. Man mano che il libro avanza, la narrazione si fa più avvincente, creando questa patina di suspense: vincerà l’ossessione o la forza di volontà? Una tematica che è stata affrontata da poco anche da uno scrittore italiano: Walter Siti in Bruciare tutto (leggi la recensione). […]

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