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NOVEMBRE IN GIALLO: “La verità sul caso Harry Quebert” di Joël Dicker

Autore: Joël Dicker, Titolo: La verità sul caso Harry Quebert

Editore: Bompiani, prima edizione lingua originale 2012

Traduzione di Vincenzo Vega

Romanzo, 770 pagine

Parlare di questo libro è molto più difficile di quanto sembri, poiché le emozioni che provi durante la lettura ti travolgono e impediscono di esprimere un parere che non sia un semplice elogio dell’opera. Anche a freddo, dopo una settimana dalla conclusione della lettura.

Lo stile di Joël Dicker è fine, delicato e molto semplice. Il romanzo, grazie alla semplicità di parole scelte e, ovviamente, anche alla sua trama, si legge molto velocemente, anche se sono più di 700 pagine. Non fatevi spaventare dalla mole, insomma.

Ogni personaggio è vivo. La precisione e cura con la quale scrive l’autore ti fa veramente credere che i personaggi siano delle persone esistenti, che poi è fondamentale per il contenuto del libro, visto che è un myse en abime, ovvero un libro che parla della stesura del libro che stiamo leggendo. Riprende quindi tutte le persone che Marcus ha incontrato in quel periodo e di conseguenza queste persone devono essere vere, realistiche e credibili.

Di cosa parla il libro? Bella domanda. Sembrerebbe essere la storia della scompara di una ragazzina di 15 anni e la sua ritrovata circa 30 anni dopo morta, sepolta nel giardino di un famosissimo autore, Harry Quebert. Ma è davvero questa la storia o è solo un pretesto che Dicker usa per parlare della società, dei pregiudizi e delle persone? Io opto per quest’ultima. La profondità con la quale è definito ogni personaggio serve proprio a capire le persone, i loro ragionamenti e analizzare le relazioni che intercorrono tra di loro. Ognuno ha un proprio parere sulla faccenda, sulla colpevolezza di Quebert e la esprime in modo chiaro e deciso.

L’autore affronta anche la tematica della scrittura stessa, la difficoltà di essere uno scrittore e cosa questo comporta.

“Harry, perché gli scrittori sono persone così sole? Hemingway, Melville… Sono gli uomini più soli del mondo!”
“Non so se siano gli scrittori a essere soli, o se sia la solitudine a spingerli a scrivere…”

Se siete, tuttavia, più interessati alla parte “misteriosa” del libro posso assicurarvi che non vi deluderà. Tutto alla fin fine viene spiegato, nulla è lasciato al caso, non stona una nota. Tutti i personaggi restano coerenti fino alla fine.

La verità sul caso Harry Quebert decisamente non è solo una coinvolgente storia che tiene qualsiasi (sì, qualsiasi) lettore con il fiato sospeso. Non ho sentito nemmeno un parere negativo su questo romanzo e io mi aggiungo alla massa: questo libro è qualcosa di indescrivibilmente meraviglioso.

Nella mia wishlist c’è già il cosiddetto seguito, ovvero Il libro dei Baltimore che in realtà ha solo in comune il protagonista Marcus. Però letto una volta Dicker il suo stile ti resta nel cuore e non puoi più farne a meno.

3 thoughts on “NOVEMBRE IN GIALLO: “La verità sul caso Harry Quebert” di Joël Dicker

  1. […] Questo romanzo mi spaventava per la sua mole: circa 700 pagine e con i miei ritmi lavorativi io ho solo un paio d’ora al giorno per leggere. Pensavo che ci avrei impiegato almeno un mese per leggerlo, ma il libro mi ha tenuta incollata alle pagine e non sono riuscita a staccarmi fino alla sua fine. Letto in meno di una settimana Recensione completa […]

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