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ANTEPRIMA: “La maschera” di Giorgio Coppola

Romanzo La Maschera di G. Coppola edito da ROBINEDIZIONI, in uscita il 21 giugno 2017

A sei anni compresi che mia madre faceva la puttana per vivere, e che lo faceva nella mia stanzetta. […] A sei anni me la cavavo da solo, uscivo, tornavo quando volevo, non conoscevo l’obbligo di andare a scuola, né qualcuno, al di fuori della grande famiglia, che mi ricordasse che quell’obbligo esisteva davvero. A sei anni sapevo molto della vita, semplicemente avendo vissuto, e senza che nessuno mi avesse insegnato nulla.

Mario, il protagonista del nuovo romanzo di Giorgio Coppola, ci introduce così alla sua infanzia. Il narratore, uomo di 46 anni, decide di mettere tutti i suoi ricordi per iscritto poiché

Scrivere è colmare un vuoto.

Nel leggere il romanzo, il lettore comprende appieno cosa intenda il narratore con questa frase. Per il lui raccontare la sua storia è una specie di liberazione e ricostruzione di un puzzle, un mettere tutti i tasselli al loro posto.

La trama del romanzo è semplice: Mario torna indietro nel tempo con la memoria per raccontarci della sua infanzia. Cresce per strada e non nel miglior quartiere di Napoli, si diverte a fare il vandalo e a scappare con gli amici dalle guardie. Suo padre è in prigione da prima della sua nascita per contrabbando di sigarette e sua madre è una prostituta.

Il destino di Mario sembra segnato, ma la sua vita subisce una svolta quando la madre decide di portarlo a vivere a Ischia da zia Paola. Lì inizia ad andare a scuola, sebbene un anno in ritardo rispetto ai suoi coetanei e lì si appassiona al cinema, benché per lui sia un posto irraggiungibile poiché troppo costoso. La maschera del cinema, Giuseppe, lo prende sotto la propria ala e gli fa il regalo più grande che Mario potesse desiderare: lo fa entrare in sala e gli mostra un film. Tra i due nasce un legame di forte amicizia piena di tenerezza e affetto. L’autore stesso è delle zone citate nel libro ed esse stesse, insieme alla passione sfrenata per il mondo cinematografico, fecero scattare la scintilla dell’ispirazione per la creazione del libro.

Lo stile leggero e ironico dello scrittore trasporta il lettore nel lento racconto della sua memoria, che si sofferma per filosofeggiare su argomenti non scontati. A volte, invece, gli argomenti sono banali, ma vengono esaminati da un punto di vista davvero inaspettato, facendo rivalutare al lettore tutta la questione. Le pagine del libro sono intrise di nostalgia dei vecchi tempi e di domande sagge che coinvolgono il lettore nella ricerca di una risposta. Proprio come Giuseppe fa con Mario.

Il romanzo mette in luce una tematica delicata ma importante: la formazione dei ragazzi. Se la madre non avesse preso la decisione di portare Mario a Ischia, Mario sarebbe mai andato a scuola? Avrebbe mai imparato a scrivere e/o leggere? Tutte domande che riceveranno una risposta nel corso del libro.

Il libro piacerà sicuramente agli amanti del realismo magico, poiché nonostante le forti e reali sensazioni provate dal protagonista e le precise ambientazioni del romanzo, il tutto viene ricoperto da uno strato di magia che fa perfettamente combaciare tutti i minimi dettagli della storia. Da leggere anche per tutti coloro che sono in cerca di una storia tristemente realistica.

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