Buio a Grinville di Sergio Pavoloni non è un semplice thriller, è molto di più.

Autore: Sergio Pavoloni, TitoloBuio a Grinville

Editore: Bookabook, maggio 2017

Romanzo, 363 pagine

Non sapevo niente di questo romanzo quando l’ho preso per la prima volta fra le mani. Non conoscevo l’autore, non ne avevo mai sentito parlare. Capita raramente: di solito mi informo molto prima di leggere un libro, poiché le volte che non lo faccio incappo in libri che non mi piacciono per davvero. Buio a Grinville è stata un’eccezione.

Susanne, la protagonista del romanzo, per la prima volta fa l’amore con il suo ragazzo. Esce dalla stanza per chiamare la sua migliore amica e condividere le sue emozioni. Quando ritorna in camera, il corpo di Tom, immobile, è ricoperto dal suo sangue. Un trauma non da poco per una ragazzina di 16 anni, soprattutto se succede in un piccolo paesino come Grinville, dove tutti si conoscono. Il caso resta irrisolto fino a quando, 10 anni dopo, una foto scattata quasi per caso fa rivangare tutti i ricordi riguardo quell’orribile evento nella vita di Sue…

Lo stile di Sergio Pavoloni è semplice ed efficace, non ci sono troppi giri di parole, descrizioni inutili, tentativi di confondere il lettore. Lo scrittore dice le cose come stanno, ma riesce comunque a tenere il lettore con il fiato sospeso e spronarlo a voltare pagina. La suspense, infatti, in questo libro è di alta qualità e lasciando indizi al lettore per tutto il libro, riuscirà comunque a sorprenderlo alla fin fine.

Tuttavia, come dico nel sottotitolo, Buio a Grinville è molto più di un semplice thriller. Questo libro esplora una tematica degna dei più grandi filosofi della storia, ovvero che cos’è il male e quali sono le sue origini.

Siamo inevitabilmente attratti dal male, perché è una parte di noi che non conosciamo bene. Un lato oscuro che ci spaventa e incuriosisce allo stesso tempo. Ognuno è stato tentato dal male almeno una volta, anche da bambino. È nella nostra natura.

Sono tantissime le citazioni che vorrei riportarvi e tutte trattano del male. L’autore lo studia, lo analizza. Non a caso l’amico della protagonista è proprio un professore di filosofia. Si intuisce sin da subito che è una tematica che affascina Pavoloni, così come ha affascinato me. Nascono, durante la lettura, tanti spunti di riflessione che a volte lasciano l’amaro in bocca.

Lo scrittore è già noto su Facebook dove pubblica i suoi racconti, vi consiglio di dare un’occhiata. E, ovviamente, di leggere il suo romanzo.

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